Enrico Crispolti

PREFAZIONE
di Enrico Crispolti
(da Walter Mac Mazzieri, Modena, 1971)

 

Quello di Mazzieri è certo un “caso”: e non lo dico nel senso di qualcosa che nel contesto del dibattito attuale sia sfuggito, o sia dimenticato, o sia deliberatamente controcorrente. È un caso piuttosto proprio perchè Mazzieri si pone completamente “out” (anzichè “in”), come dice di sé (ma in realtà a mio avviso non lo è) l’amico Caminati.
“Out” (come non è neppure Margonari, che qui lo ha studiato, e che ha avuto il merito di averlo rivelato, anche a me), perchè veramente sembra giungerci da un’altra dimensione, secondo un tempo suo, come da una latitudine ignota, dove non passano neppure ad altezza stratosferica i problemi, i drammi, gli inteatrinodiunapigrapartcubi delle ricerche quotidiane di chi è “in” (almeno appunto in senso problematico).
Gli stessi propri incubi Mazzieri se li è costruiti e cercati da sé, nei propri sogni, forse in una dilatazione (anch’essa tutta “out”) del mostruoso infantile. L’unico punto di contatto con il nostro conosciuto universo di cultura figurativa direi storica è la sorprendente e sconcertante parentela con i “messicani”, con certo proiettare ad eroico visionario il quotidiano rurale, “campesino”, di Orozco e di Rivera. Eppure quello era un modo di mitizzare una precisa realtà sociale, in una situazione storica rivoluzionaria ben determinata. Mentre la statura eroica, l’enfasi visionaria Mazzieri se le crea nella propria immaginazione, direi nella propria stanza, ma con una violenza e caparbietà e strenua dedizione che, più che sorprendente e sconcertare, finiscono per essere quasi inspiegabili, persino assurdi. Assurdi veramente, se proprio in fondo non fosse la pittura lo spiraglio più avvincente dell’assurdo, a tutti i livelli, in verità, dal sociologico alla paranoia individuale. Del resto è proprio e soltanto attraverso la pittura che possiamo conoscere e frequentare questo incredibile insospettabile territorio immaginativo di Mazzieri: un territorio annidato in un piccolo paese del modenese, magari non lontano dall’autostrada del sole, già simbolo del nostro “miracolo” economico.
Ecco perchè “caso”, come pochi altri, questo di Mazzieri. Un “caso” di irruzione immaginativa e di concentrazione quale soltanto la radice mistica e visionaria (però storica anch’essa) di un Filonov ci aveva fatto conoscere.