Giuseppe Marchiori

WALTER MAC MAZZIERI
di Giuseppe Marchiori
(Lettera all’editore Artioli, Venezia, 15 febbraio 1974)

 

Egregio commendatore, non ho dimenticato la promessa che le ho fatto nei mesi scorsi di venire a Modena. Soltanto le mie occupazioni, sempre più grevi, mi hanno impedito finora di muovermi da Venezia, per lo meno verso Modena.
Sono stato infatti all’estero e in altre città italiane. Le dirò poi che, talora, i nebbioni padani mi hanno fatto rimandare la visita che desideravo farle.
Visita non del tutto disinteressata, soprattutto dopo avere visto la stupenda edizione del volume dedicato a Mazzieri; un pittore, tra i pochi in Italia, che segue la difficile via della surrealtà e del simbolismo, esplorando un mondo segreto e meraviglioso. Strano tipo, questo Mazzieri, che ha detto: “La libertà è quando uno sta da solo”. (Si tratterebbe però, in questo caso, di una libertà più facile di quella che si raggiunge vivendo in mezzo alla gente, nella continuità di un intenso rapporto sociale. Però, anche nella solitudine di Mazzieri nascono mostri, i giganteschi mostri dell’allucinazione e dei conflitti interiori. Il pittore è davvero fuori dalle proporzioni normali).
Le ho detto che la mia visita non sarà disinteressata, perchè avendo visto la bellezza della stampa del libro, ho pensato ad un mio certo progetto…
Con l’inizio di una stagione più blanda e senza nebbie, conto dunque di venire a Modena. Le telefonerò con qualche giorno di anticipo.
Intanto La ringrazio del gentilissimo omaggio e Le invio i più cordiali saluti, suo Giuseppe Marchiori.