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antologia critica | walter mac mazzieri | |||
Walter Mac Mazzieri, nato nel 1947 a Ca' d'Olina,
una località di gente "strana", come ama dire
lo stesso artista. I suoi quadri, disegni ed incisioni, sono tuttora
un rebus. In essi predomina il fantastico e la fantasia con una
certa componente di origine onirica, di sogno, attraverso la precisazione
di simboli, diventa il diaframma fra la realtà ed il suo
contrario. Sotto tale profilo Mazzieri è di certo uno dei
casi più singolari della giovane pittura italiana.
Quando poco fa mi riferivo ad un rebus, era perchè in questi
giorni sono usciti due testi nettamente discordanti. Franco Solmi,
presentando una cartella di acquaforti, pubblicata della galleria
Wiligelmo di Modena, contraddice in pieno Renzo Margonari, che
ha dedicato al pittore un lungo saggio in una monografia che reca
anche scritti di Enrico Crispolti, Enzo Fabiani, Osvaldo Prandoni,
Graziano Manni e poesie dello stesso Mazzieri. Solmi non condivide,
in parole povere, la lettura simbolista che con notevole rigore
filologico è stata fatta da Margonari affermando al contrario
che, e si riferisce particolarmente agli ori di certi dipinti,
esistono solo elementi simbolici. La distinzione potrebbe parere
capziosa o troppo sottile ma non lo è in nessun modo.
Nel primo caso Mazzieri verrebbe ad essere collocato in una precisa
situazione culturale, nel secondo si punterebbe essenzialmente
su una sua originale espressività. Due aspetti questi che
tuttavia e a mio modesto avviso, possono anche coesistere dal
momento che, se ora è possibile con determinati strumenti
critici collocare l'artista in una certa posizione, ciò
non toglie che, pur essendo la sua opera legata a episodi culturali
e frutto di informazione e studio (s'intendano questi ultimi due
termini nel senso giusto), non sia disgiunta, e non potrebbe essere
altrimenti, una forte carica immaginativa e di originale invenzione.
Resta indiscutibile comunque che i suoi enormi personaggi, che
dominano il silenzio dei colori con movenze al rallentatore e
che con la loro pesante e solida struttura architettonica dando
corpo a spazi sospesi, sono il tramite per evocare ed indagare
le più misteriose dimensioni dell'io senza che l'apporto
fantastico sia del tutto disgiunto da quello profondamente esistenziale.
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