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Gli occhi dei beduini
Gli occhi dei beduini hanno forato le montagne del deserto, / per vedere nuovi orizzonti / Ed esse, spezzate, sono canne e tamburi che la luna viene a suonare. / Travestito, perchè i serpenti non parlassero, / le ha viste un ragazzo drogato con mille orologi stanchi sugli occhi, / e la bocca etrusca nel viso ripescato dal mare. / La pioggia lo faceva di ceramica, dopo avere lavato / la polvere del ventesimo secolo. / Dentro, superata l'ultima pelle, / ho immaginato la sua nebbia / di zucchero in movimento. / Lui travestito / perchè i serpenti / non parlassero, / da fiore. / Magro, / nascosto dalle foglie / percosse, / guarda teatri di pietra / e sculture tagliate da una luce calma / perchè la luna gira lenta e rotonda / regalando silenzio. / Quando l'amore / si stacca dalla notte / e una piuma / dal petto grida rivoluzioni, / le sculture diventano campane, / e non bastano / coperte di fiori a farle di marmo / nè discorsi / di serpenti arrotolati / che sognano / astronavi nel deserto.

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