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La libertà pazza dei poeti
La libertà pazza dei poeti / dorme sulle piante non putrefatte della noia ed è una / ragione per non copiare gli uccelli. / E cadere. / Ma una sfera di sole / si è perduta, / senza lucciole per la sera. / Sulla fronte sbiadita / passano i tuoi occhi / senza margine, / fermi da tanto / tempo. / E vanno torturando le stelle dove non mordono i lupi; / a cercare gelosie di tulipani verdi. / Io li porto, senza catene d'oro, a vedere le mie farfalle sconosciute, / la rivolta delle colombe nere nella cattedrale, / il tuo viso dipinto tra le coperte, e le mille città / che hanno regalato la piazza alla luna. / I poeti distruggono i monumenti / senza bocca / che graffiano le nuvole, perchè / li hanno murati, / vuoti come canne. / Le mie labbra sono piccole / per baciare tra i capelli i tuoi / diademi di fantasia fusa, / ma ho mani limate / per le tue rose, e - dentro - / un pianeta fermo / da tanto tempo.

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